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Negoziazione assistita familiare, sì alla trascrizione senza riserva

A seguito dello svolgimento di una procedura di negoziazione assistita in materia di famiglia, l’accordo raggiunto, autorizzato dal PM, prevedeva alcuni trasferimenti immobiliari tra i due coniugi.

In particolare si prevedeva il trasferimento, dal marito alla moglie, della metà indivisa della casa coniugale, nonché, a conguaglio, il trasferimento, di una casa di proprietà della moglie, da parte di questa a favore del marito.

Il competente Conservatore dei Registri Immobiliari procedeva però alla trascrizione con riserva.

In particolare, il conservatore nutriva dubbi sulla validità di una copia la cui conformità all’originale è attestata da un soggetto non abilitato per legge alla custodia dell’atto stesso, invocando quindi l’applicazione alla fattispecie dell’art. 5, comma 3, D.L. 132/2014 (conv. con mod. in L. 162/2014) secondo cui “Se con l’accordo le parti concludono uno dei contratti o compiono uno degli atti soggetti a trascrizione, per procedere alla trascrizione dello stesso la sottoscrizione del processo verbale di accordo deve essere autenticata da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato”.

Avverso la trascrizione con riserva veniva presentato reclamo, che il Tribunale accoglie.

Il giudice osserva innanzitutto quanto segue:

  • ai sensi dell’art. 6, comma 3, D.L. 132/2014 (conv. con mod. in L. 162/2014) l’avvocato della parte è l’unico soggetto abilitato ad autenticare l’accordo raggiunto, contenente le certificazioni di cui all’art. 5, tra cui la certificazione dell’autografia delle firme, effettuate sempre dagli avvocati (art. 5, comma 2);
  • il D.L. 132/2014 conv. con mod. in L. 162/2014 prevede un’equipollenza tra l’accordo di separazione in regime di negoziazione assistita autorizzato dal PM e il verbale di separazione consensuale sottoscritto in Tribunale e omologato;
  • pertanto, deve ritenersi che anche l’accordo di separazione in regime di negoziazione assistita autorizzato dal PM possa essere trascritto;
  • ciò alla luce dell’identità della fonte (pattizia) e delle medesime finalità di tutela perseguite.

Inoltre, precisa il Tribunale, “la funzione della trascrizione del provvedimento o dell’accordo di assegnazione della casa coniugale è unicamente rendere opponibili ai terzi l’esistenza di tale vincolo”. Pertanto, “una volta adempiuto l’onere pubblicitario la parte assegnataria potrà validamente far valere il proprio diritto abitativo nei confronti dei terzi eventuali acquirenti del bene”.

La pronuncia in commento ribadisce quindi che “il potere di autenticazione dell’accordo raggiunto in regime di negoziazione assistita comporta, per l’avvocato, la possibilità di attestazione che la copia è conforme al documento originale, sottoscritto dalle parti e dagli avvocati”. Ciò con la conseguenza dell’irrilevanza del fatto che detti accordi non siano depositati presso il Tribunale.

Tutto ciò considerato, il Giudice ordina quindi al Conservatore di procedere alla trascrizione senza dell’accordo in questione.

La pronuncia è in linea con l’orientamento espresso da Trib. Roma, decreto del 17.11.2015 e Trib. Roma decreto 17.5.2016. In argomento si segnala altresì Trib. Pordenone, sentenza del 17.3.2017, in Massimario.it, 13/2017 (secondo cui ai fini della trascrizione degli atti di trasferimento immobiliare eventualmente contenuti in un accordo di negoziazione assistita in materia di famiglia, ex art. 6, D.L. n. 132/2014, non è necessaria l’ulteriore autenticazione delle sottoscrizioni da parte di un pubblico ufficiale a ciò autorizzato, richiesta dal terzo comma del precedente art. 5).

Fonte: Altalex

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